Le origini geologiche del lago di Garda

Le origini del lago di Garda sono da sempre oggetto di ipotesi controverse. E’ comunque ragionevole ipotizzare che il Benaco sia il frutto di una serie di eventi indissolubilmente concatenati gli uni agli altri.
Così come oggi si presenta, il bacino gardesano occupa una fossa tettonica originata dal ripiegamento della crosta terrestre che oltre a generare il profondo letto del nostro lago, ha contemporaneamente determinato l’innalzamento della cornice montagnosa che lo circonda e lo domina.
Da questo movimento terrestre è possibile supporre la nascita ad est del Monte Baldo, ad ovest del Monte Manerba e del Monte Pizzocolo mentre a nord, sovrastante il paese di Riva del Garda, del monte Brione.
La formazione del bacino, in questo senso, è databile all’incirca al periodo dell’eocene, circa 35 milioni di anni fa.
Nelle valli formate da questi sconvolgimenti tettonici scorrevano, convogliate insieme, le acque del Sarca, del Chiese e dell’Adige; fiumi che già avevano iniziato la loro lenta opera di erosione.

Azione erosiva dei ghiacciai sul Garda

Azione erosiva dei ghiacciai sul Garda

Nel periodo successivo al primo stadio di formazione è certo, dato il massiccio ritrovamento di numerosi esemplari di fauna fossile e di calcari con nummuliti, che il Garda fu sommerso dalle acque del Mare Mediterraneo.
A questo periodo di sconvolgimenti terrestri seguirono poi le glaciazioni che portarono i ghiacciai a spingersi verso sud lungo l’arco alpino occupando tutte le valli ove, ancora oggi, si trovano i laghi prealpini italiani. Durante questo periodo, a causa delle bassissime temperature, le acque marine si ritirarono, venendo assorbite sottoforma di ghiaccio e di precipitazioni atmosferiche.
Si susseguirono quindi ben quattro glaciazioni che modellarono l’attuale bacino benacense, prima trattenendo e poi rilasciando un gran quantitativo di materiale detritico che andò poi ad accumularsi formando quello che oggi è l’anfiteatro morenico che nasce appunto ai piedi del Garda (vedi figura).
L’azione erosiva e di escavazione dei ghiacciai è stata quindi una tappa fondamentale per la formazione e la nascita del nostro lago.
Studi geologici stimano che durante l’ultima glaciazione, quella di Würm, avvenuta tra 75.000 e 18.000 anni fa, l’estensione del ghiacciaio fosse di circa 1.400 metri sul livello del mare presso la conca di Loppio (Nago­Torbole), 1.000 metri in prossimità di Malcesine, 400 metri a Punta San Vigilio (Garda) e 300 metri a Sirmione.
Il letto del fiume Mincio è quindi del tutto verosimile che si sia formato per raccogliere le acque che il ghiacciaio rilasciò al suo scioglimento.
Dalla fine delle glaciazioni ad oggi il Garda non ha più subito significative metamorfosi rimanendo grossomodo quello che oggi è sotto i nostri occhi; di certo è che non si è mai prosciugato. Dopo il ritiro del ghiacciaio, venne circondato da una abbondante foresta di conifere soprattutto di pino silvestre. Tale scenario si mantenne fino a circa 9.000 anni fa in piena età del bronzo quando ancora le acque del Benaco sommergevano la piana del Sarca dominata dal monte Brione.

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