Mostra sul Santuario del Frassino

Sabato 27 marzo apre nella galleria del sottotetto della Caserma di Artiglieria di Porta Verona la mostra sul Santuario del Frassino dal titolo “Il Santuario del Frassino: la nascita, la storia, la devozione”  mostra oganizzata dal Comune di Peschiera del Garda, in occasione delle celebrazioni per il  500° Anniversario dell’Apparizione della Madonna del Frassino (1510 -2010)

Per la prima volta sono esposti significativi documenti bibliografici antichi a stampa, assieme a un’ampia documentazione fotografica e a oggetti devozionali, a testimonianza del profondo significato religioso e culturale che l’Apparizione della Madonna ha avuto dal XVI secolo fino ai nostri giorni.

Nel 500 ° Anniversario dell’Apparizione della Madonna del Frassino, avvenuta l’11 maggio 1510, l’Amministrazione Comunale di Peschiera del Garda celebra l’avvenimento con una mostra desiderata dai Frati Minori Francescani del Santuario e collaboratori che illustri adeguatamente l’importanza e l’eco che l’evento miracoloso ha avuto nei secoli, sotto il profilo storico e devozionale.

Libri antichi, documenti d’archivio, immagini, stampe e fotografie d’epoca, oggetti più strettamente legati al culto e alla devozione religiosa popolare dalla metà del ‘500, senza soluzione di continuità, fino ai giorni nostri.

La Mostra presenta le più varie testimonianze del profondo e secolare rapporto instauratosi in seguito all’Apparizione mariana fra Santuario e comunità dei devoti.

Il miracolo, infatti, ha suscitato nei secoli una grande attenzione sia da parte degli ambienti storico-religiosi, attraverso diverse pregevoli pubblicazioni a stampa, che dei semplici fedeli, che si rivolgevano alla statuetta della Madonna per un aiuto nelle difficoltà della vita o per ringraziarla delle grazie ricevute.

I documenti e gli oggetti esposti in gran parte originali provengono dalla Biblioteca Civica di Verona, dall’Archivio Storico Comunale di Peschiera del Garda, dall’Archivio del Santuario della Madonna del Frassino, oltre che da varie collezioni private. L’esposizione, strutturata in base a un criterio essenzialmente cronologico, mette in evidenza i documenti più significativi di ogni epoca, che testimoniano nei vari secoli il susseguirsi delle vicende del Santuario.  Nei manoscritti su pergamena del Cinquecento e nei primi documenti a stampa del Seicento e del Settecento, ad esempio, abbiamo testimonianze dirette della miracolosa apparizione della Vergine, mentre i documenti dell’Ottocento rivelano che il Santuario venne fatto chiudere da Napoleone nel 1810 e poi venne utilizzato come ospedale militare, presso il quale, attorno alla metà del XIX secolo, venne costruito il cimitero della comunità di Peschiera. Altri documenti poi attestano il coinvolgimento che il Santuario ebbe nelle vicende storiche e militari risorgimentali, quando nel Maggio del 1848 divenne sede del Quartier Generale di Ferdinando di Savoia, Comandante delle truppe piemontesi nell’assedio di Peschiera, e quando nel 1859 corse il rischio di essere completamente abbattuto da parte degli Asburgici, che già avevano distrutto la borgata circostante.

Dal 1898 si registra il ritorno nel Santuario dei Frati Francescani Minori, che nel corso del Novecento continuarono la loro paziente opera di rafforzamento e ampliamento della struttura edificata e di accoglienza dei sempre più numerosi pellegrini e devoti.

Tali opere sono documentate da numerose pubblicazioni a stampa, oltre che da immagini fotografiche che testimoniano dell’ampia partecipazione devozionale del popolo nelle manifestazioni religiose pubbliche.

Particolare risalto tra queste ebbero le Celebrazioni del 400° Anniversario dell’Apparizione, nel 1910, e quelle in occasione dell’Incoronazione, nel 1930, e della Proclamazione della Madonna del Frassino come Regina del Garda, nel 1933.

Vengono presentati infine alcuni oggetti devozionali degli ultimi decenni, a testimonianza del sempre vivissimo legame religioso dei moltissimi fedeli che frequentano il Santuario e si affidano alla Grazia della Madonna del Frassino.

Curatore responsabile della mostra è il prof. Franco Prospero

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