Portualità sul Garda: i sindaci non ci stanno

I sindaci della sponda veronese del lago di Garda scrivono agli assessori regionali all’ambiente.

«Con l’incontro odierno», spiega Passionelli sindaco di Torri e vicepresidente della Comunità del Garda, «abbiamo deciso di chiedere alla Regione la possibilità di rendere indipendenti tra loro i  Comuni in modo da poter approvare specifici bandi di assegnazione posti-barca che tengano conto delle diverse realtà.  «Con questa lettera» prosegue «chiediamo che venga istituito in bilancio regionale, un apposito capitolo di spesa per gli interventi relativi alla portualità pubblica, che raccolga i proventi delle concessioni che ora vengono trattenute al 40% dai Comuni e al 60% dalla Regione tramite l’Ispettorato di Porto.

Attualmente nel bilancio regionale c’è un capitolo che prevede il finanziamento ad interventi generali nel settore dei trasporti da realizzare su aree demaniali della navigazione interna. Così, si ha l’impressione che i proventi dei posti-barca siano devoluti interamente a favore di Navigarda e dei sistemi portuali pubblici, lasciando ben poco o nulla ai Comuni per la gestione delle singole necessità».

«Altro elemento di richiesta», proseguono i sindaci, «è che venga modificata l’attuale norma di classificazione dei fanghi derivanti dai dragaggi dei porti della sponda veronese con parificazione alla normativa lombarda che ha un costo di smaltimento notevolmente inferiore».

Tutte queste richieste derivano dall’approvazione del piano porti unitario del Garda, passato in giunta regionale il 7 aprile scorso e che avrebbe dovuto essere approvato dai singoli Consigli comunali della sponda veronese.

Le scadenze elettorali  ne avevano di fatto posticipato il voto nei Comuni dove si rinnovavano le giunte e così ad oggi il piano rimane ancora da approvare a Peschiera e Bardolino che attendono ancora risposte significative dalla regione per le loro problematiche portuali, da qui il senso di questa lettera.

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